Psychiatric Circus

Psychiatric Circus

Pensandoci bene è cominciato come un virus, piano piano, in sordina, per poi crescere in maniera esponenziale.
All’inizio erano solo alcuni manifesti sparsi per Padova; in seguito sono arrivati gli articoli sui giornali e notiziari locali e in men che non si dica non si parlava d’altro. Di questo inquietante circo e del suo dissacrante spettacolo.  Personalmente la cosa mi attirava come la luce per le falene; convinsi un amico a seguirmi e mi procurai i biglietti. Nei giorni che precedettero lo spettacolo mi isolai dal mondo virtuale per evitare ogni tipo di anticipazione, in modo d’arrivare vergine alla sera dello show. Tutt’ora sono contento della mia scelta.

Psychiatric Circus è l’ultima follia prodotta dalla famiglia Belucci-Medini, che – forse tanti non sanno – è molto nota nel mondo del circo. Ha prodotto moltissimi spettacoli tra cui il Complesso Acquatico Bellucci e collaborato con con grandi nomi. Su tutti lo spettacolo Gormiti con Giochi Preziosi ed ha vinto in tutte le categorie il Festival Internazionale di Arte Circense di Bucarest nel 2012 con lo spettacolo Pirati -Alla ricerca della felicità senza fine. Tornati in Italia decidono di reinventarsi nuovamente unendo circo e teatro, creando per l’appunto Psychiatric Circus; un ibrido tra il Cirque de Soleil e American Horror Story, per intenderci. Traendo ispirazione dalla celebre horror series, il regista Daniele Volpin narra le storie degli sfortunati ospiti del manicomio cattolico di Bergen nei primi anni 50, raccontando anche fatti non troppo distanti dalla realtà come da lui ammesso in un intervista. “E’ uno spettacolo dalle tinte forti che racconta, con il filtro dell’arte, quello che purtroppo è realmente accaduto nei manicomi, dice il regista, ma il nostro obiettivo non è la riflessione profonda, non sarebbe la nostra competenza. Il nostro obiettivo è coinvolgere il pubblico e sopratutto divertire”.

La struttura è gestita da Padre Josef, un vecchio prete specializzato in psichiatria, che avendo poca fiducia nella medicina convenzionale predilige metodi di cura più persuasivi e dalle sue zelanti suore disposte a tutto pur di soddisfare la sua folle mente (e non solo quella). Durante il tour del manicomio faremo la conoscenza dei suoi ospiti: un maniaco sessuale, una donna che si crede una bambina, un sociopatico e il suo amico  immaginario, un clown che nasconde sotto la maschera un terrificante segreto, un domatore ossessionato da animali che non esistono e tanti altri. Tutti hanno gravi psicosi, schizofrenie o malattie mentali, ma ognuno di loro possiede un dono…. Un talento che lo rende unico. Infatti durante il corso della storia vengono messi in scena numeri complessi di acrobatica, verticalismo fachirismo e contorsionismo, realizzati da un cast internazionale di artisti spezzati da attimi di comicità come lo spogliarello stile “Full Monty” davanti a due spettatrici coinvolte.

Ci tenevo a fare una considerazione personale: da appassionato di musica mi è piaciuta la colonna sonora, un mix di pop e rock che ben si univa allo show, ma impossibile non nominare “Dominique” agghiacciante cantilena presa in prestito dalla già nominata series “American Horror Story Asylum” (canzone che Suor Jude – Jessica Lange – costringe ad ascoltare ai pazienti dell’Ospedale Psichiatrico di Briarcliff) che ben si amalgama al mood della serie e di conseguenza al Psychiatric Circus. Il brano nasconde una triste e macabra storia: l’autrice Jeanine Deckers era una suora, meglio conosciuta come Suor Sorriso che negli anni ’60 lottò contro la chiesa per far pubblicare questa canzone dedicata al fondatore del suo ordine, San Domenico. Il brano è un successo tale, che dalla storia della Deckers nel 1965 ne ricavano un film “The Singing Nun”. Dopo l’inaspettata fama decide di rinunciare ai voti per seguire la carriera di cantante ma il secondo album “I’m not a star” uscito nel 1967 è un tremendo flop e sparisce dalle scene. Si innamora di Anne Pecher, anche lei ex suora, e decide di fondare insieme a lei una scuola per bambini autistici ma il governo belga la chiuse perché pretendeva le tasse sui diritti musicali di “Dominique”, del valore, pensate, pari a 63000 mila dollari. Soldi che però andavano in realtà per intero al convento, in seguito all’accordo preso prima della pubblicazione. Così Jeanine ed Anna si ritrovarono sole, senza soldi e disperate. Il 29 Marzo del 1985 decidono di suicidarsi insieme con un overdose di barbiturici e alcool. La triste storia dell’autrice del brano aiuta il Psychiatric Circus a mantenere il suo alone di mistero e teatralità.

I biglietti sono disponibili su www.even4all.net e su www.vivaticket.it oppure potete acquistarli alla cassa prima dello spettacolo.
La carovana infernale è partita da Padova per poi fare tappa a Mestre e attualmente è ferma a Torino in Piazza d’armi fino al 19 Aprile poi si sposterà a Asti e Reggio Emilia, ma non preoccupatevi il tour toccherà le principali città italiane e Padre Josef prima o dopo troverà anche voi.

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3 pensieri su “Psychiatric Circus

  1. Ho avuto l’occasione di vederli il 19 giugno a Cuneo, è stato molto bello. Il tuo articolo lo spiega molto bene e invoglia a vederlo. Complimenti! Volevo chiederti se per caso sapevi che canzone era quella che accompagnava il numero del pagliaccio con il pallone, mi ha divertito molto e vorrei riascoltarla 🙂

  2. Ciao. sto cercando il titolo di una canzone dello spettacolo. precisamente quella del numero dell’asciugamano. non mi tolgo la melodia dalla testa e volevo sapere, visto che ne sai un bel po sulla musica, se mi potevi aiutare.

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