Intervista: The Mescaline Babies

the mescaline babies band

Questa intervista è stata veramente sudata. Dopo una prima registrazione fatta su Skype ancora a Febbraio gettata dalla finestra per interferenze provenienti dal maligno in persona ho stalkerato i THE MESCALINE BABIES per il secondo round. Quando Kalle Darkal, chittarista della band mi avvisa con un messaggio che torna in Italia per una settimana al caldo (come già ribadito molte volte i TMB si sono trasferiti a Londra) lo convinco a trovarci  per rispondere alle mie domande. Tutto quello che leggerete qui di seguito è stato registrato nella segretezza della dimora di Kalle Darkal in una piccola cittadina Patavina.

EUBPDV: Presentaci un po la band.

KD: Io sono Kalle Darkal e suono la chitarra nei “The Mescaline Babies”. Attualmente la band è composta da Sydney Mars alla voce, Bill al basso (che ci stà aiutando nei live) e una new entry Sandra, batterista spagnola molto MOLTO brava.

EUBPDV: Ha da poco visto la luce il vostro nuovo disco “Primer”, cosa potete dirci in merito a questo nuovo lavoro?

KD: E’ stato una sofferenza registrarlo! (risate) Abbiamo avuto molti problemi tecnici a partire dal malfunzionamento di alcune apparecchiature fino al furto di un pc. Più precisamente quello che utilizzavamo per registrare.
Grazie a Dio avevo salvato tutto su un hard disk esterno altrimenti avrei detto “BASTA”
EUNBPDV: Basta sciogliamo il gruppo?
KD: Esatto sciogliamo il gruppo e registriamo live, fine. (risate) A parte gli scherzi, tenendo conto dei ritmi frenitici della vita e le pause dovute alle prove prima dei concerti tra composizione e registrazione dei pezzi ci è voluto più di un anno. Non è facile conciliare lavoro e musica, riuscire a trovare il tempo di comporre delle canzoni e registrarle. Ma alla fine c’è l’abbiamo fatta.

EUBPDV: Sono passati 3 anni dal precedente “Crush” come mai è passato così tanto tempo?

KD: Il primo anno abbiamo dato la precedenza all’attività live suonando in giro per l’Europa per promuovere Crush. Succesivamente siamo stati fermi per una mia crisi compositiva. Ho deciso di prendermi il tempo che mi serviva perchè non volevo fare un album “alla cazzo”. Poi come detto prima ci è voluto più di un anno per la registrazione di “Primer”, personalmente sono passati in fretta questi 3 anni. Speriamo per il prossimo passi meno.. tipo 2 anni e mezzo (risate).

EUBPDV: Una domanda un pò personale; se non ricordo male il vostro precedente lavoro era sotto label mentre il nuovo disco è autoprodotto. Come mai? Avete avuto una brutta esperienza sotto etichetta?

KD: Quando ci ha contattato la “Danse Macabre” personalmente non avevo dubbi, volevo firmare per loro e non me ne sono pentito. Inanzitutto ci ha dato molta più visibiltà e la possibilità di suonare a festival importanti come il Wave-Gotik-Treffen di Lipsia che è una vetrina molto importante per il nostro genere. E’ stata tutt’altro che una esperienza negativa e avremmo prodotto anche “Primer” per la “Danse Macabre” ma si sarebbe rivelato troppo costoso in definitiva.
Adesso con il web ci sono molte opportunita per una band di promuoversi senza doversi obbligatoriamente appoggiarsi ad una etichetta o casa discografica ma non è detto che sia migliore o peggiore, è diverso.
Il nostro è un esperimento, vediamo come và.

EUBPDV: Qui nasce una seconda domanda:Credete nel D.I.Y.(Do It Yourself)?

KD: Io credo nel D.I.Y. Infatti mi sono arrangiato nella registrazione di Primer. Per il missaggio invece mi ha aiutato, anzi mi ha salvato Enrico Billato detto “Bill” che adesso suona il basso nel gruppo. Ne approfitto per salutarlo. E poi non è detto che una label faccia per forza i tuoi interessi quindi in questi casi è meglio arrangiarsi. Noi siamo stati fortunati e abbiamo trovato sempre gente disposta ad aiutarci.

EUBPDV: Visto che avete vissuto l’esperienza di suonare in una band che propone un genere alternativo (nel senso non commerciale) sia in Italia che in Inghilterra, sono molto diverse le due realtà?

KD: Guarda sono stato a Lipsia di recente al Gothic Pogo Party e ho parlato con gente che arrivava da tutta europa e ho potuto appurare che quello che blocca un giro di band importanti in Italia è la mancanza di denaro. Far suonare un gruppo ha le sue spese (biglietti aerei/benzina/ecc) e purtroppo in Italia si è limitati.
Per esempio all’estero ci sono organizzazioni e colletivi che si appoggiano a persone che li finanziano mentre in Italia non ho mai sentito di una cosa del genere. O è il “tizio” che organizza per passione e spera di andare ALMENO a pari o c’e la ZED (risate)

EUBPDV: Non sò se l’avete notato ma portare avanti un progetto punk\metal\hardcore in Italia è difficile pensate che il trasferimento a Londra vi abbia dato maggiori possibilità?

KD: Si, Londra da più opportunità. Ci sono molti posti dove suonare ed essendo ben collegata puoi trovare più date in diverse zone della città ed è piu facile suonare all’estero.
Poi Londra è una delle più importanti capitali europee e ci abitano milioni di persone ed è più facile trovare qualcuno interessato a quello che facciamo.
EUNBPDV: Ma ci sono più persone disposte a venire o più persone che aprezzano quello che fate?
KD: Questo non lo sò! (risate) Per esempio abbiamo suonato di recente a Londra, il locale si è riempito ed è stata una bella serata ma non so dirti se la gente ci ha capito ma era lì a vederci.

EUBPDV: Cosa ne pensate della gente che scarica le canzoni da internet e non compra più i dischi?

KD: Beh che sono dei figli di p@#%&+# (risate) scherzo ovviamente. Ho vissuto in prima persona la rivoluzione Napster e l’era del file sharing ed ero il primo a beneficiarne. Finalmente potevo ascoltare tutta la musica che volevo senza dover spendere la mia paghetta in cd. Tuttora prima di comprare un disco prima lo ascolto, ci sono diverse piattaforme per ascoltare il disco in anteprima (youtube,bandcamp,Itunes) e se il disco mi piace lo compro e supporto l’artista altrimenti lascio perdere. Ingenuamente ero convinto che la gente avrebbe continuato a comprare le
copie fisiche dei dischi o almeno quelli che gli piacevano ma non credo di sbagliare se dico che l’ 85/90% delle persone lo scaricano,l’ascoltano e si fermano li.
Questo è un enorme problema per l’industria discografica che ha sterminato le piccole etichette indipendeti causando una limitazione di proposte musicali.
Infatti se accendete la radio o guardate i gruppi in giro propongono tutti la stessa cosa perchè è quello che compra la gente ma qui non si parla più di musica ma di un PRODOTTO, preparato e confezionato bene ma pursempre un prodotto. Dobbiamo cominciare a pensare al’acquisto della copia fisica di un CD a un modo per ringraziare l’artista se pensate che una registrazione decente in un bel studio si parla di minimo 10.000 € e quest’ultimo ti propone 12 pezzi a 10€ o 0,99€ a canzone non sta certo certo cercando di arrichirsi.
Faccio un appello: Comprate i CD che vi piacciono davvero, gli altri no ovviamente ma buttate via gli MP3.

EUBPDV: La vostra proposta musicale unisce diversi generi di conseguenza il vostro pubblico è molto eterogeneo, raccontateci la cosa più strana che è successa durante un vostro live.

KD: Ne sono successe tante…..
EUNBPDV: Sydney Mars ci ha raccontato delle tette!
KD: Ecco! Sapevo dove si andava a finire. Beh ve la racconto: Eravamo a suonare a Stoccolma, in Svezia, c’era un pubblico molto caloroso, molto presente e cominciava a pogare. Quando siamo partiti con due pezzi lenti c’erano due ragazze in prima fila che erano rimaste in reggiseno e hanno cominciato a strusciarsi e tutto (non sò cosa intendesse dire con TUTTO) e ho cominciato a pensare… va beh
EUNBPDV: Male non fà!
KD: Sicuramente! Anche perchè obbiettivamente erano molto molto carine però mi ricordo ancora che finchè ero lì a suonare e davanti a me c’erano queste due ragazze che si strusciavano e tutto (continuo a non averne idea) con questa canzone che avevo composto nella mia camera con la chitarra acustica non avrei mai pensato a una cosa del genere.
A parte questo niente di rilevante ma solitamente il pubblico è molto partecipe e questo ci fà piacere.
EUNBPDV: Le tette sono un buon annedotto. Anzi se volete possiamo fare un appello alle ragazze di Stoccolma se ci contattano che gli giriamo il vostro numero.
KD: Ma ce l’hanno il nostro numero. (risate) Comunque sono due bravissime ragazze.

EUBPDV: Grazie mille per il tempo che ci avete dedicato e chiudete l’intervista come meglio credete.

KD: Volevo dire due cose: Se volete ascoltare il nostro nuovo disco e casomai comprarlo lo trovate sulla nostra pagina di bandcamp oppure andate sulla nostra pagina Facebook dove troverete tutti i link.
La seconda purtroppo è poco piacevole. Oggi (l’11 Giugno esattamente il giorno dell’intervista) è morto Thomas T Cat batterista di una bellissima band inglese che si chiama ” Grooving In Green” e visto che sono molto amico della bassista volevo mandargli un abbraccio e ricordare Thomas in questa intervista.

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