Cactus? – Sorry for my accent

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Cactus?

Sorry for my accent

Autoproduzione

2016 – Lo-fi, Indie

 

 

Quando ascolti Sorry for my accent dei Cactus? la prima cosa che ti viene in mente è un gruppo di hipster dell’Essex Londinese, non penseresti mai che dietro questo disco si nascondono tre ragazzi di un piccolo paesino del Vicentino.

Faccio una piccola premessa: Ho vissuto a pieno l’esplosione del indie rock  degli anni zero. Periodo d’oro per il genere in cui la stampa di settore e i ragazzi avevano bisogno di nuovi eroi. Purtroppo oggi tirando le somme i sopravvissuti sono pochi: Bloc Party? persa metà formazione e un ultimo disco a dir poco imbarazzante. Franz Ferdinand? da tempo non pubblicano hit e se ne vanno in tour per l’europa con gli Sparks mentre gruppi come Editors & Maximo Park hanno perso molta visibilità rispetto la fama di quegli anni.

Ispirandosi alle band citate poco prima i Cactus? si fanno portabandiera di un genere ormai defunto e riescono a colmare il vuoto generazionale che si è creato. Questo richiamo al britpop è evidente nella prima traccia del disco I don’t think it’s good for you to stop smoking brano che ti aspetteresti dai (primi) Bloc Party anche per la voce di Andrea che ricorda molto quella di Kele Okereke. Proprio questa canzone ha attirato l’attenzione della nota label inglese Domino Records (casa di Arctic Monkeys e Franz Ferdinand) ed è stata inserita nella loro playist di Spotify. Ottimo l’utilizzo dei synth che arricchiscono brani come Still Alone e Shove it dalle magiche melodie post punk che ricordano Robert Smith e i suoi. Con Brit boy surfs at the disco invece ci spostiamo dall’altra parte del mondo e attingendo dalla scena californiana troviamo chiari riferimenti al surf-rock (come specificato nel titolo) creando il brano che più mi è piaciuto del disco dove puoi gustarti ogni singolo strumento.
Infine il disco si conclude con Dunno e Naban pezzi dalle linee più psichedeliche che riportano alla mente un Mac DeMarco dei bei tempi di Salad Days senza però perdere la loro matrice indie-rock.

Finalmente un disco che si può definire Lo-fi, termine usato troppo spesso per giustificare pessime registrazioni mentre in questo caso si sente che le tracce sono mantenute grezze per lasciare quell’effetto “cameretta” senza però fargli perdere grinta o qualità.

Concludendo Sorry for my Accent è un ottimo disco d’esordio ma sono sicuro che i ragazzi non hanno espresso tutto il loro potenziale e ci riserveranno delle belle sorprese.
E non mi stupirebbe se proprio gli inglesi li chiamassero a suonare dalle loro parti
per ritrovare il mordente che a quanto pare loro hanno perso.

Cactus? – Sorry for my accent Bandcamp

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